Passa al contenuto principale

Shop riservato ai professionisti • Acquista con P.IVA • Spedizioni in Italia

Shop for trade customers only • Shop using your VAT number • Delivery within Italy

BLOG

calici da vino cb70756b

Come scegliere i calici professionali da vino


15.09.2026

Scegliere i calici professionali da vino significa in primo luogo considerare tre esigenze: la forma della coppa deve essere adatta ai vini in carta, la capacità deve reggere la misura di servizio, la resistenza deve sostenere i ritmi della sala e i cicli di lavaggio. Conta infine il piacere di avere in mano un calice gradevole alla vista, che nel servizio si nota.

Questa guida accompagna chi compone o rinnova la dotazione di un ristorante, di un’enoteca o di un locale che serve vino al bicchiere. Si parte dalle parole che ricorrono nelle schede tecniche, si passa alle forme e alle capacità e si arriva alle scelte di sala.

Perché il calice giusto conta nel servizio del vino

La percezione sensoriale di un vino cambia radicalmente a seconda del calice in cui viene versato, e il motivo è puramente fisico. L’ampiezza della coppa determina il livello di ossigenazione: una superficie vasta permette alle componenti aromatiche dei vini più complessi di liberarsi al meglio. Al contrario, un calice con linee più strette e slanciate è ideale per i vini delicati, poiché ne concentra il bouquet olfattivo verso l’alto ed evita che i profumi più volatili si disperdano prima di raggiungere il naso. Anche il bordo gioca un ruolo cruciale poiché determina l’impatto del vino sul palato. Un profilo sottile e leggermente svasato fa scorrere il liquido in un filo continuo che si distribuisce sulla lingua con delicatezza; un margine più spesso, invece, favorisce un rilascio immediato, rendendo il primo sorso più impattante.

Nel servizio professionale entra in gioco anche il modo in cui il calice viene maneggiato. Nel corso del tempo, un bicchiere affronta innumerevoli passaggi dal vassoio, al tavolo, fino alla lavastoviglie; per questo motivo il peso e la stabilità della base contano tanto quanto la forma della coppa. È il doppio fronte su cui sono studiati i calici del marchio Borgoforte, che uniscono le caratteristiche di un buon bicchiere da degustazione alla resistenza nel tempo, quella che chiedono la gestione del servizio in sala e i cicli di lavaggio.

Anatomia di un calice: coppa, stelo, base e bevante

Quando si valutano nuove linee di calici, l’analisi delle schede tecniche è il primo passo per un acquisto consapevole. Sono quattro i termini tecnici che ricorrono costantemente in ogni listino o catalogo, e conoscerle rende immediato il confronto fra due modelli.

In ogni catalogo e scheda tecnica:

  • Coppa. È la parte che contiene il vino. Volume e apertura governano l’ossigenazione e il modo in cui gli aromi si concentrano.
  • Stelo. È il gambo che si impugna. Tiene la mano lontana dal vino e ne protegge la temperatura di servizio.
  • Base, o piede. È l’appoggio. Diametro e peso danno stabilità sul tavolo e sul vassoio.
  • Bevante. È la fascia superiore della coppa, dove il vetro incontra il labbro.

Oltre a questi quattro elementi fondamentali, ogni scheda prodotto riporta capacità, altezza, diametro e peso complessivo. Sono proprio queste misure aggiuntive che ti permettono di paragonare calici di linee diverse, svelando in anticipo come si comporteranno durante il servizio in sala e nelle operazioni di lavaggio.

Forme e abbinamento con i vini

La forma della coppa nasce dal vino che vi si versa, e il principio è sempre lo stesso. Più il vino ha bisogno di aria e di spazio per aprirsi, più la coppa è ampia. A catalogo i calici per il servizio professionale sono riuniti nel marchio Borgoforte, che copre l’intera scala, dal flute alla coppa da degustazione.

  • Coppa ampia, dai 60 cl in su. Rossi strutturati e vini da invecchiamento, che nel volume trovano l’aria per esprimersi. In Borgoforte sono Signoria 64 e 70, Mistral 64 e 70, Baroque 70 e Gaudì 70.
  • Coppa media a tulipano, fra i 38 e i 49 cl. Rossi giovani, bianchi di corpo e servizio in degustazione. Sono i formati alti delle famiglie da tavola, Contea 38 e 49 e Ducale 38 e 47, a cui si aggiunge il Ducale 47 Balloon, che della stessa capacità propone la versione a coppa arrotondata.
  • Coppa raccolta, fra i 21 e i 32 cl. Bianchi giovani e aromatici, e servizio corrente al tavolo. È la fascia più ricca di alternative, con Contea 21, 27 e 32, Ducale 21, 27 e 31, Elba 27 e 32, Giglio 27 e 32, Venere 27 e 32 e Some Lines 27 e 32, affiancate dalle versioni da acqua di Ducale ed Elba per completare la mise en place.
  • Flute, fra i 17 e i 19 cl. Spumanti e vini frizzanti. La coppa stretta e alta conserva la spinta del perlage e ne allunga la risalita. In Borgoforte sono Contea Flute 19, Ducale Flute 17, Elba Flute 17, Giglio Flute 17 e Venere Flute 17.

Il calice universale sta nel mezzo di questa scala ed è una forma nata per non specializzarsi. Il riferimento è il bicchiere da degustazione con una coppa di circa 21 cl, impiegato nelle degustazioni professionali indifferentemente su bianchi e rossi. Nella pratica di sala quel ruolo lo prendono i formati fra i 27 e i 32 cl, che accolgono bene i bianchi e i rossi di pronta beva e bastano a una carta essenziale. Un grande rosso da invecchiamento resta un caso a parte e chiede una coppa più ampia.

Sulle bollicine gli appassionati si dividono. Il flute conserva la spinta del perlage e resta la forma più riconoscibile del servizio, mentre il calice a tulipano lascia più spazio ai profumi e valorizza gli spumanti più complessi. Molte carte tengono entrambe le forme e le assegnano per tipologia di etichetta, il flute agli spumanti giovani e ai frizzanti, il tulipano ai metodo classico affinati a lungo.

Resistenza e lavaggio professionale

Un calice da ristorazione affronta cicli di lavaggio ravvicinati e una manipolazione continua, e la sua durata dipende in larga parte da come è realizzato.

Nei calici soffiati di Vetreria di Borgonovo lo stelo è tirato dalla stessa massa di vetro della coppa. Coppa, stelo e base nascono in un pezzo unico, senza giunzioni e senza punti di attacco. Il calice si caratterizza così per solidità strutturale e robustezza.

I calici da ristorazione sono inoltre fortemente sollecitati dal lavaggio professionale, che porta alte temperature, detergenti alcalini e brillantanti, e si ripete anche numerose volte all’interno della stessa giornata. Il vetro extra trasparente e senza piombo prodotto nello stabilimento di Borgonovo Val Tidone regge questo trattamento ripetuto, e un corpo senza giunzioni contrasta con efficacia anche il contatto continuo fra i pezzi nel cestello.

Come comporre la dotazione di sala

Il numero di modelli da tenere in sala dipende dalla carta dei vini, mentre il numero di pezzi dipende dai coperti e dal ritmo del servizio.

In una trattoria, in un bistrot o in un locale di mescita si lavora spesso con due sole forme, un calice universale fra i 27 e i 32 centilitri e un flute per le bollicine. È una dotazione compatta, che occupa poco spazio sul ripiano e si gestisce con un cestello dedicato.

In presenza di una carta dei vini ricca e strutturata la dotazione si articola su più forme. Ai calici per i bianchi e per i rossi di pronta beva si affiancano la coppa ampia per i rossi importanti, il flute o il tulipano per le bollicine e un calice di piccolo formato per i passiti e i vini da dessert. A chiudere il pasto arrivano poi i formati dei distillati e degli amari, che a catalogo hanno forme proprie, dal calice della famiglia Cognac ai bicchieri delle famiglie Conic e Rocky. Quante forme tenere davvero è una decisione che nasce dalla carta e dal modo in cui si serve.

Scegliere le forme all’interno di una stessa famiglia dà alla tavola un aspetto coerente. Calici di capacità diversa condividono il disegno dello stelo e le stesse proporzioni, quindi anche un flute accanto a un calice da rosso resta riconoscibile come parte dello stesso servizio. E il magazzino ne guadagna, perché i reintegri arrivano tutti da un’unica linea.

Nella stessa logica rientrano i bicchieri stemless, senza stelo. A catalogo esistono nelle stesse famiglie dei calici, da Contea e Ducale a Baroque, Gaudì, Mistral e Rococò, nei formati fra i 38 e i 52 cl. Non sostituiscono il calice nel servizio del vino, ma coprono la parte informale della giornata, dall’acqua in tavola agli aperitivi e ai long drink, e occupano meno spazio in altezza sia sul ripiano sia nel cestello.

Un ultimo elemento si apprezza con il tempo, ed è la continuità del modello. Una famiglia che resta a catalogo si riordina identica a distanza di anni, e i pezzi rotti si sostituiscono uno alla volta invece di rifare l’intera dotazione.

Ancora dubbi su quali calici scegliere? Contattaci per valutare insieme formati e quantità su un servizio specifico oppure Richiedi il catalogo di Vetreria di Borgonovo.

Logo Borgonovo

VETRERIA DI BORGONOVO SPA
 Stabilimento e amministrazione: Via Pianello, 75 - 29011 Borgonovo Val Tidone PC                                     Sede legale: Via Alessandro Manzoni, 12 - 20121 Milano (MI) | Partita IVA: 00113010334
CONTATTI: tel. +39 0523 865311 | fax +39 0523 862843 | info@borgonovo.it

Logo Decover